blog di Antonio De Napoli

A proposito di Gerhard Ludwig Muller

In non del mondo on 7 luglio 2012 at 08:46

Con la nomina del vescovo Gerhard Ludwig Muller a Prefetto dell’ex Sant’Uffizio, tornano di grande attualità le tesi di padre Gustavo Gutierrez, il prete peruviano che ha cambiato la storia del cattolicesimo in LatinoAmerica. La mia tesi triennale era proprio sulle conseguenze politiche che la teologia della liberazione assumeva negli scritti di Gustavo Gutierrez. Di seguito alcune mie considerazioni riportate nelle conclusioni dell’elaborato, concluso a febbraio 2007. 

 Nel luglio 2005 stavo manifestando la mia intenzione di lavorare ad un tema come questo per l’elaborato finale della laurea triennale ad un gruppo di statunitensi. Fra questi vi era anche un sacerdote, che esclamò in riferimento a Gutierrez: ”Is he still alive?”. Questo presunto sarcasmo mi colpì: per chi vede una dimensione politica nei gesti quotidiani, fu un motivo in più per perseguire nella convinzione di svolgere questo lavoro, che a distanza di circa due anni, vede il suo termine. Parlare, e scrivere, di teologia della liberazione non è semplice. Si fanno spesso i conti con atteggiamenti che denotano pregiudizi, il più delle volte infondati. Non crediamo che si debba essere marxisti per poter approfondire questo tema. Purtroppo, oggi la TdL sembrerebbe essere esclusiva di una sinistra a cui piace definirsi cattocomunista, termine utile solo a quel giornalismo che necessita di “accollare” etichette a personaggi non allineati o, più semplicemente, scomodi. (…) raramente un movimento teologico ha inciso nella società in modo così esteso e profondo, suscitando, in pochi decenni, tante passioni. Ha preoccupato capi di stato e organizzazioni mondiali, ha interessato l’opinione pubblica mondiale e stimolato risposte da centri religiosi e politici diversi. (…)Rimangono però dei meriti indiscussi, di cui abbiamo già parlato ma che riportiamo in estrema sintesi in queste ultimissime pagine.

Non siamo d’accordo con chi accusa Gutierrez di non aver salvato il pluralismo politico dei cristiani. È vero che la opzione socialista è stata la scelta più sostenuta, ma non si può imputare a Gutierrez l’accusa di volere tutti i cristiani socialisti. “Non è possibile ricavare direttamente dal Vangelo una via politica unica per i cristiani”. Al tempo stesso dire che il nostro autore ricorre al marxismo solo nell’analisi della realtà sociale e economica, nella misura in cui elementi dell’analisi marxista entravano nelle scienze sociali, è limitativo. Se si fosse d’accordo con questa ipotesi, il concetto di peccato sociale non avrebbe condotto ad un così forte conflitto sociale o, peggio ancora, alla lotta di classe. Nessun dubbio, invece, sul fatto che la prospettiva politica era e rimane lo schieramento con gli ultimi, i poveri, i nameless; il fatto che questa scelta derivi da un attento radicalismo biblico è di importanza primaria per chi fa teologia, ma non cambia il valore assegnato da chi osserva la polis dall’esterno, analizzando solo le conseguenze politiche. Permangono, appunto, alcune questioni politiche che Gutierrez ha, consapevolmente o meno, posto a credenti e non credenti, politici e non. La obra de Gustavo Gutierrez ha trapasado las fronteras de America Latina y constituie ya un aporte a la cultura universal, en especial a la preocupacion que la humanidad debe tener por la suerte de los pobres del mundo. Su labor intelectual ha contribuido tambien a una mayor comprension de la fe cristiana para el mundo creyente y no creyente” .Senza ombra di dubbio, ciò è giusto. La TdL può essere condivisa o meno, può suscitare interessi o essere completamente rigettata a causa della sua tentata mediazione fra marxismo e cristianesimo. Può essere considerata una riflessione interna a pochi gruppi di preti marxisti o essere strumentalizzata sia a destra che a sinistra per dimostrare le proprie argomentazioni. Sono tante le interpretazioni a riguardo. Ma certamente non può essere ignorata(…)  Da una parte, sono state giuste e legittime le condanne della Chiesa. Dall’altra, non si può negare l’incredibile dibattito politico che la TdL ha generato. Il dato è assolutamente rilevante: Gutierrez, con la sua opera sistematica (che rappresenta la letteratura primaria di questo lavoro) non solo ha animato il più importante dibattito post-conciliare della Chiesa cattolica in America latina. Egli ha generato una “onda lunga” di cui l’America latina ancora sente il riflusso(…)

Abbiamo visto, dunque, come il movimento della TdL sia stato un modello teorico di interpretazione in America latina, interno ed esterno alla chiesa, che ha direttamente ispirato alcune realtà politiche. Nella premessa dicevamo che questo lavoro intendeva “capire, senza pregiudizi politici o religiosi, quale è stato il compito della TdL e quali margini ha ancora per agire.” (..) A fine lavoro, vogliamo però esprimere una considerazione: la convinzione che il messaggio della TdL è basicamente un messaggio di Speranza, nell’accezione cristiana e politica del termine.

 Su Muller invece vi invito a guardare questi due link

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